Gli Alimenti della Dieta Mediterranea sono prodotti di alta qualità provenienti dalle zone più vocate dell'Italia.
Conserve a base di pomodoro, olio, pasta, vino sono l'offerta di partenza che Alimenti della Dieta Mediterranea offre a tutti i propri clienti
E si tratta di prodotti certificati!
Pasta

CENNI STORICI
La storia della pasta
Sin da tempi antichissimi, 100 anni prima di Cristo, Cicerone ed Orazio erano golosi di làgana (termine che deriva dal greco laganoz da cui il latino làganum che designava una schiacciata di farina senza lievito, cotta in acqua, la cui forma indica strisce di pasta sottile fatte in farina e acqua, da cui derivano le nostre lasagne).
Intorno agli inizi dell'Ottocento alcune fotografie ci mostrano i "maccheronari" agli angoli delle strade intenti a cuocere in enormi pentoloni di vivanda e a servirla, appena cosparsa di formaggio grattugiato ed insaporita di pepe, ai viandanti che mangiano davanti al banco senz'altro ausilio che le mani.
Da questo momento in poi i maccheroni intesi come pasta lunga, tonda e piena, cominceranno ad essere chiamati spaghetti e ad identificare non più soltanto i napoletani, ma tutto il popolo italiano.
INFORMAZIONI SALUTISTICHE
La pasta ha un valore energetico elevato dal discreto contenuto in proteine, ed è dalla sua digeribilità che derivano le sue proprietà nutrizionali (il suo contenuto in amido è del 70-75%).
Il valore calorico si aggira intorno alle 350 Kcal per 100 grammi.
Tale valore è ragionevole se si considera che un adulto necessita mediamente di 2400 calorie al giorno e che una porzione garantisce circa il 14% circa di tali esigenze. Il contenuto di grassi è invece piuttosto modesto (1% circa). La pasta contiene poche vitamine e un contenuto prevalente di potassio.
Olio
CENNI STORICI
In Italia l'olivo è stato diffuso da vari popoli mediterranei, inizialmente dai Fenici (in Sicilia) e dai Greci (nella Magna Grecia). Sono stati però i Romani ad ampliare e potenziare la coltivazione nelle zone dove le
condizioni climatiche lo potevano permettere, soprattutto nel Centro-Sud e nelle isole.
INFORMAZIONI SALUTISTICHE
L'olio d'oliva possiede caratteristiche nutrizionali molto importanti per l'organismo umano. E' l'unico olio vegetale ottenuto con sola pressione, senza manipolazione o additivi chimici, a differenza degli oli di semi (soia, arachide, girasole, ecc.).
E' costituito prevalentemente da acidi grassi monoinsaturi, con la presenza in giusta quantità di acido grasso linoleico, polifenoli, vitamina E e beta carotene che hanno proprietà antiossidanti ed effetto protettivo sulle cellule dell'organismo.
La presenza di questi elementi antiossidanti rende l'olio extra vergine particolarmente importante per la nostra salute.
E' stato infatti scientificamente verificato che il suo costante utilizzo favorisce un abbassamento del olesterolo "cattivo" (LDL) ed un contestuale innalzamento di quello "buono" (HDL).
Conserve alimentari
CENNI STORICI
La storia del pomodoro
La storia del pomodoro inizia in una fascia territoriale che si estende dal Nord del Cile fino al Sud dell'Ecuador.
Nel 1600 è arrivato in Europa importato dagli spagnoli che gli avevano attribuito un valore ornamentale. Nel 1770, secondo le numerose testimonianze orali e documentali, come ad esempio ceramiche rinvenute durante scavi archeologici, è giunto in Italia come dono del Regno del Perù al Regno di Napoli e sarebbe stato piantato nella zona diSan Marzano.
Nel 1900 assunse grande apprezzamento dal punto di vista gastronomico e sorsero le prime industrie di conservazione.
INFORMAZIONI SALUTISTICHE
Le preziose qualità del pomodoro si sono rivelate proprietà benefiche a favore di un'alimentazione salutistica. Infatti è da sempre considerato uno degli ingredienti fondamentali dell'alimentazione mediterranea.
Le sue proprietà nutritive sono caratterizzate dalla presenza di vitamina A e C, di potassio e soprattutto del Licopene una sostanza antiossidante molto preziosa che ha la capacità di prevenire alcune malattie legate a patologie cardiovascolari e alcune tipologie di tumori.
VINO
STORIA DEL VINO
Diversi ritrovamenti archeologici documentano che la Vitis vinifera cresceva naturalmente già 400.000 anni fa. Le più antiche tracce di coltivazione della vite sono state rinvenute sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia orientale. Nel 1996 una missione archeologica americana ha scoperto, in un villaggio neolitico nella parte settentrionale dell'Iran, una giara di terracotta contenente una sostanza secca proveniente da grappoli d'uva. I reperti rinvenuti risalgono al 5000 avanti Cristo, quindi a 7.000 anni fa, ma gli esperti affermano che il vino è stato prodotto per la prima volta tra 9 e 10.000 anni fa nella zona del Caucaso. Si ritiene che il primo vino sia stato prodotto del tutto per caso attraverso la fermentazione accidentale di uva dimenticata in un recipiente.
È accertato che la produzione su larga scala di vino è iniziata poco dopo il 3000 avanti Cristo, quindi circa 5.000 anni fa. I primi documenti riguardanti la coltivazione della vite risalgono al 1700 AC, ma è solo con la civiltà egizia che si ha lo sviluppo delle coltivazioni e di conseguenza la produzione del vino. L'impero romano rende un ulteriore vitalità alla produzione del vino, facendolo divenire un prodotto di uso quotidiano. In questo periodo le colture della vite si propagano su gran parte del territorio, e di conseguenza con l'aumentare della produzione crescono anche i consumi. Il vino prodotto a quei tempi era molto differente dalla sostanza che conosciamo oggi. In relazione alle tecniche di conservazione il vino risultava essere una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica. Era quindi necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore più amabile. Alla caduta dell'Impero Romano la viticoltura entra in una fase di scarso interesse dal quale uscirà solo nel medioevo, grazie al lavoro proficuo dei monaci benedettini e cistercensi.
Soprattutto nel corso del medioevo nasceranno quelle tecniche di coltivazione e produzione che arriveranno praticamente immutate fino al XVIII secolo, quando ormai la produzione ha carattere innovativo. Questo grazie alla stabilizzazione della qualità e del gusto dei vini, nonché all'introduzione delle bottiglie di vetro e dei tappi di sughero. Nel novecento si ha, inizialmente da parte della Francia, l'introduzione di normative che vanno a regolamentare la produzione (origine controllata, definizione dei territori di produzione, ecc.) che porteranno a un incremento qualitativo nella produzione del vino a scapito della quantità.
VINO E SALUTE
Il vino è il prodotto della fermentazione alcolica, in presenza o in assenza di vinacce, che viene operata dai lieviti (presenti sulla buccia dell'acino). Il succo contenuto nell'acino si trasforma da liquido zuccherino a liquido alcolico tramite delle reazioni chimiche. Il vino è una bevanda antichissima che solo con il passare del tempo è stato affinato per mezzo di tecniche di vinificazione moderne. Tra i numerosissimi componenti del vino ve ne sono alcuni minori che sono responsabili delle funzioni positive che un buon bicchiere di vino può svolgere nel nostro organismo.
Moderate quantità svolgono una funzione di stimolazione ed attivazione della digestione, contrastano l'insorgenza di calcoli biliari, stimolano la diuresi; il potassio presente nel vino tonifica e stimola i muscoli, migliora la circolazione, porta il colesterolo "cattivo" viene portato al degrado favorendo la produzione del cosiddetto colesterolo "buono". Infine l'alcol etilico fluidifica il sangue, aiuta a prevenire l'insorgenza di malattie cardiovascolari, stimola le difese immunitarie e l'invecchiamento cellulare perché alcune sostanze antiossidanti (presenti in quantità maggiori nei vini rossi) combattono i radicali liberi, l'alcool etilico in piccole quantità può fungere da parziale antidepressivo. Vista così sembrerebbe una bevanda miracolosa, ma fate attenzione alle quantità, per cui vi consigliamo le quantità giornaliere indicate che sono 3 o 4 bicchieri per l'uomo e 2 o 3 per la donna. Bere quantità eccessive di alcool provoca seri danni all'organismo ed in particolare al fegato che trasforma da solo circa l'80% dell'alcool ingerito.
Insomma beviamo bene, e con moderazione.